Altolà di Boccia al consigliere Amati«Emiliano indicato dalla coalizione»


Francesco Boccia, ministro degli Affari regionali: che aria tira in Puglia per il centrosinistra?Partiti, associazionismo, ambientalismo hanno costruito un percorso che ha cambiato la Puglia, che considerata un modello, un esempio del Sud che pu cambiare.Una Puglia felix?Vedo una regione che ha cambiato pelle, che ha fatto emergere la bellezza, che un modello su cultura, enogastronomia, turismo, aerospazio, innovazione tecnologica, agricoltura. Certo, ci sono tante questioni da affrontare, e la sfida che abbiamo dinanzi tra questa visione della Puglia e quella della destra. Io so com’era la Puglia della destra. La nostra Puglia cambiata, dall’urbanistica, ai conti del bilancio, dalla cultura alla sanit. La gestione della pandemia il segnale di una sanit di eccellenza. Colgo l’occasione per ringraziare i tanti volontari, medici, infermieri.Tra Vendola ed Emiliano non sono mancate le polemiche sulle discontinuit tra le due epoche. Che ne pensa?La primavera pugliese stata costruita tutt’insieme. Nel 2004, a Bari si entrava nella citt vecchia scortati dalla polizia, poi, qualche tempo dopo abbiamo donato la chiesa russa siglando un patto istituzionale e religioso che ha fatto la storia. Quella stagione nasce con Vendola, ma aveva alle spalle una storia da cui venivamo tutti noi.In Puglia, tre partiti di governo, con tre candidati diversi. Che segnale ?Non successo solo in Puglia. I processi politici, soprattutto quando si costruiscono fronti politici ampi, non si fanno in vitro.Quale futuro per l’ex Ilva e del settore industriale?La decarbonizzazione per noi stato un punto fermo da dieci anni e oggi lo anche in Europa. Pochi anni fa, questa linea nel partito pre-Zingaretti sembrava un insulto. Invece era l’unica strada per coniugare salute e ambiente. Su questo anche il M5S ha fatto passi in avanti, visto che la volevano chiudere. Quindi sviluppo sostenibile, transizione energetica, prevenzione territoriale pubblica nella sanit, investimenti su scuola e ricerca, sono la visione di una comunit politica che parte dalla centralit della persona e dei bisogni da garantire a tutti.Il consigliere del Pd, Amati, invita Emiliano a compiere un passo di lato. Come replica?Emiliano ha fatto spesso nella sua vita passi che hanno consentito nuove aggregazioni che vanno fatte con gli elettori, non solo con le forze politiche.Quindi esclude un passo indietro?La candidatura di Emiliano non nata per una sua imposizione. Ha governato molto bene, e ha fatto le primarie che sono sempre il tratto distintivo del centrosinistra. Emiliano non il candidato del Pd, ma della coalizione del centrosinistra.La sinistra pugliese continua a rincorrere il M5S. Auspicate un intervento di Conte?Conte non va mai tirato per la giacca. Auspico una loro riflessione politica, devono sapere che ogni voto che non va a Emiliano regalato a Fitto. Perch alla fine lo scontro si polarizzer, tra due visioni diverse. I rapporti con Italia Viva?Rispettiamo tutti, ma noi abbiamo una idea chiara dello sviluppo della Puglia. Il confronto fa bene, ma ogni voto che non va a Emiliano, indirettamente finisce con favorire Fitto, se le proposte politiche degli altri non hanno alcuna possibilit di giocarsi la partita con la destra unita.Una soluzione terza potrebbe ricompattare i partiti che governano insieme a Roma?Se la soluzione terza passa attraverso un diktat sulla persona inaccettabile. Emiliano il candidato che ha vinto le primarie. Non sono accettabili diktat. Ha senso, invece, porsi delle condizioni reciproche quando si fa un’alleanza.I sondaggi danno Fitto in vantaggio. Preoccupato?Non abbiamo mai guardato ai sondaggi, non lo faremo ora. In Puglia, sulla carta, le sigle del centrodestra sono sempre state maggioranza. I risultati sono cambiati con le persone. Il M5S ha una grande responsabilit sulle spalle. Non chiudere l’accordo con il centrosinistra unito significa avvantaggiare Fitto.Qual il suo giudizio sulla candidatura di Fitto?Rispetto Fitto come ogni altro avversario. Ogni pugliese pu fare il bilancio di dieci anni della sua azione di governo. Penso che debba essere una campagna elettorale sulle cose. Per noi lo sviluppo sostenibile un valore, per loro no, per noi l’Europa un valore per loro no, per noi la transizione energetica un valore, per loro no. Con l’aggravante che ora i compagni di viaggio sono Meloni e Salvini, che spingono per portare il Paese e la Puglia fuori dal perimetro dell’Europa e del Mediterraneo. Se mi posso permettere, mi ispiro a Oscar Wilde: l’unico fascino del passato che passato.

1 luglio 2020 | 11:35

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