ridateci il “cattivo” Matteo Salvini contro quest’ondata di immigrati – Libero Quotidiano



«Finalmente». Con questa esclamazione di raggelante giubilo Nicola Zingaretti ha accolto la notizia che i 180 migranti a bordo della nave Ocean Viking, capitanata da un’organizzazione umanitaria francese, sarebbero sbarcati a Porto Empedocle dopo dieci giorni fermi a bagnomaria davanti alle nostre coste. Li avesse bloccati Salvini quand’era ministro dell’Interno, come fece un anno fa con gli ospiti di Carola Rackete, lo avrebbero già indagato. Siccome li ha fatti attendere la sinistra, che ai tempi si precipitò sulla nave della comandante tedesca per denunciare il leader leghista, nessun pm si è mosso, nonostante il fatto che i migranti, prima di toccare terra, dovranno osservare un periodo di quarantena su un’altra imbarcazione. 

 

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L’entusiasmo del segretario del Pd non è stato condiviso dalla sindaca grillina della cittadina siciliana, che ha invitato «i radical chic dell’esecutivo» a piantarla e venire sull’isola a vedere com’ è la situazione. Basterebbe questo per capire perché il numero uno dei dem è ultimo nella classifica di gradimento dei governatori italiani e perché progressisti e cinquestelle al governo non riescono più a fare nulla insieme. La situazione, sul fronte immigrazione e su quello interno dei dem è drammatica, ma i progressisti non se ne danno pena. Beati loro, cuor contenti, il ciel li aiuta. Tuttavia non sono altrettanto spensierati gli italiani. Malgrado 80 giorni di clausura totale del Paese, gli arrivi di immigrati irregolari nei primi sei mesi del 2020 sono già più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Con la spiacevole circostanza che alcuni dei nuovi sbarcati hanno pure il Covid-19. Noi siamo stati chiusi in casa per settimane per evitare il contagio in nome della solidarietà verso i nostri concittadini più deboli e anziani, ora lo importiamo come gesto umanitario. 

Non può stupire, alla luce degli eventi che, secondo tradizione, l’intolleranza sociale negli ultimi mesi sia aumentata, come sempre quando governa la sinistra. Un sondaggio di Repubblica a proposito rivela che nel settembre del 2018, con Salvini al governo, il 47% degli italiani riteneva che il Paese avesse un problema razzismo, mentre oggi la percentuale si è alzata fino al 60%. La spiegazione è semplice: quando è nella stanza dei bottoni il Pd agita lo spauracchio della xenofobia per coprire le proprie inefficienza e giustificare la propria presenza al governo, con l’effetto di ingigantire agli occhi degli italiani un problema molto marginale ed esasperare lo scontro politico. L’anno scorso di questi tempi il governo gialloverde era agli sgoccioli. Dopo aver dato il proprio assenso allo sciagurato reddito di cittadinanza grillino, la Lega spingeva per sbloccare la Tav e la riforma fiscale ma si scontrava contro i i veti di M5S. L’unica cosa che funzionava era la politica sulla sicurezza e l’immigrazione, dove i cinquestelle si erano piegati alla linea del segretario della Lega, ai tempi alla guida del Viminale. 

 

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Oggi, dodici mesi dopo, non solo le cose sono peggiorate in economia, con un esecutivo incapace di individuare la via per uscire dall’emergenza post-Covid e buono solo a promettere sussidi, senza neppure riuscire a distribuirli tutti, ma abbiamo anche il guaio del ritorno dell’immigrazione clandestina, in un momento in cui il Paese ha i nervi a fior di pelle e le tasche semivuote. La maggioranza accusa il centrodestra di rifiutare il dialogo in un momento di difficoltà. Suggeriamo a Conte di restituire il ministero dell’Interno a Salvini, così almeno si toglierà un problema di torno. Perché l’intolleranza verso i clandestini non cresce solo con l’aumento dei loro arrivi bensì anche con l’incapacità dell’esecutivo di gestire gli immigrati che sono sul nostro territorio. Ieri a Roma un indiano ha tirato un sasso contro le macchine che passavano e una donna rischia di perdere la vista. La settimana scorsa è stato condannato a trent’ anni un marocchino che aveva ammazzato un suo coetaneo italiano che non conosceva giustificandosi con il fatto che era invidioso della sua felicità. 

A Porta Venezia, nel centro di Milano, il sindaco Sala ha semichiuso al traffico l’arteria commerciale più importante della città per fare una pista ciclabile mentre lascia in sosta libera le decine di immigrati che, dall’altra parte della strada, passano la giornata a ubriacarsi, molestare i passanti e fare i loro bisogni nelle aiuole. Caro Salvini, pensaci tu.