Bonus partite Iva, il Garante sblocca i nomi. Scoppia la polemica su Tridico


Il giallo sui tre parlamentari (2 Lega, 1 M5S) che avrebbero ottenuto il bonus riservato alle partite Iva e ai lavoratori autonomi sembra risolversi quando nel primo pomeriggioil Garante della privacy fa cadere l’alibi che protegge il nome dei furbetti: Sulla base delle norme vigenti la privacy non d’ostacolo alla pubblicazione dei dati relativi ai beneficiari del contributo laddove, come in questo caso, da ci non possa evincersi, in particolare, una condizione di disagio economico-sociale dell’interessato. In sostanza, i nomi dei benefattori del sussidio possono essere svelati. Ora non ci sono pi scuse, esulta il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Non solo. Sempre il Garante della protezione dei dati personali annota che sar aperta una istruttoria in ordine alla metodologia seguita dall’Inps rispetto al trattamento dei dati dei beneficiari e alle notizie al riguardo diffuse.

Dunque, al terzo giorno dello scoppio dello scandalo furbetti, si alza la pressione sull’Inps. Pasquale Tridico finisce nel mirino. Forza Italia ne chiede le dimissioni, Italia viva il partito pi duro nei confronti dei vertici dell’istituto di previdenza. Non a caso il vicepresidente della Commissione Lavoro, il renziano Camillo D’Alessandro, avanza la formale richiesta di audire il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. Richiesta accolta dalla presidente Debora Serracchiani, che a sera fa sapere che non solo ha gi avuto un colloquio con Tridico, ma anche che stiamo cercando di valutare con gli uffici la disponibilit per una convocazione anche prima del 24 agosto, che la data in cui stata fissata la ripresa dei lavori della commissione dopo la pausa estiva.

Eppoi c’ chi, come Benedetto Della Vedova (+Europa), bacchetta s l’operato di Tridico, ma arriva a sostenere che il numero uno dell’Inps faccia un uso politico dell’istituto di previdenza. Tradotto., l’affaire furbetti sarebbe una mossa per agevolare la campagna del s al referendum sul taglio dei parlamentari Una operazione di propaganda da regime in vista del referendum che si qualifica per quello che : non una riforma della Costituzione, ma un attacco generalizzato al Parlamento e alla politica. In realt, Della Vedova non il solo a pensarla cos. un referendum — argomenta Gianmarco Centinaio — che non sta appassionando nessuno tra i cittadini. Ne consegue — continua il leghista — che la vicenda furbetti sia un modo per far pensare agli italiani che tutti i parlamentari sono brutti cattivi spendaccioni e ladri. Complicit del presidente Inps Tridico? Non lo so, vediamo come finisce questa storia e poi ne riparliamo.

Nell’attesa continua la caccia ai tre parlamentari. Dentro la Lega le verifiche del partito si concentrano su Andrea Dara ed Elena Murelli che, se i sospetti saranno confermati, non faranno pi parte del partito. Dara sta verificando con il commercialista, ammette un esponente del movimento guidato da Matteo Salvini. E la Murelli? Silenzio. L’unico dato certo che il leader leghista sospender chiunque coinvolto in questa vicenda. E il M5S? Luigi Di Maio continua a fare la voce grossa: Gli italiani devono sapere, serve trasparenza. Il M5S starebbe raccogliendo le firme tra i suoi parlamentari — diversi i perplessi — per autorizzare l’Inps a pubblicare i nomi. Fatto sta che da quelle parti non filtra nulla. Non si conosce l’identikit del benefattore del bonus che indossa la maglia del Movimento. Infine ci sarebbe un deputato di Italia viva che avrebbe fatto richiesta del bonus ma senza alcun esito. Qui la cerchia delle indiscrezioni si restringe a Sara Moretto e Michela Rostan. Ma entrambe, interpellate dal Corriere, respingono categoricamente. E’ assolutamente falso, assicura Rostan. Le fa eco Moretto: Non ho richiesto alcunch. Ho verificato ieri con il commercialista.

11 agosto 2020 (modifica il 11 agosto 2020 | 23:35)

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