Le risposte attese dal voto



editoriale

Mezzogiorno, 20 settembre 2020 – 01:39

Le elezioni regionali, tra politica e virus

di Francesco Strippoli

Le Regionali, sostengono gli osservatori pi acuti, si situano a met strada tra le Politiche (dove contano i simboli di partito) e le Amministrative (dove si cerca la faccia convincente del futuro sindaco). Se questa affermazione vera (ed vera) conviene ragionare su che cosa dobbiamo cercare nel risultato di luned pomeriggio, ad urne chiuse. Arriver il presidente della Regione, quello che i pugliesi avranno deciso essere l’uomo o la donna pi adatta a guidare la Puglia. L’osservazione solo apparentemente banale e non va trascurata considerata la coloritura politica che si intende assegnare al voto delle Regionali.

Certo, il risultato complessivo delle sette Regioni al voto non sar trascurabile per misurare la temperatura politica del Paese. Ma in Italia nessuna elezione viene considerata trascurabile, neppure questa lo sar. Ci detto, indispensabile che si rimanga concentrati su quello che viene chiesto oggi e domani ai cittadini di Puglia. La domanda da chi vogliono essere governati per l’ordinata ed efficiente gestione di una macchina divenuta essenziale per il successo dei territori: quella della Regione, un apparato da cui dipende il sostegno al mondo produttivo, la gestione della sanit e del welfare, la tutela dell’ambiente e in massima parte la gestione dei fondi cospicui che arrivano e di pi arriveranno dall’Europa nei prossimi mesi.

Da questo punto di vista sembrano fuori fuoco due elementi, identici e contrapposti. Il primo vorrebbe trarre dalle elezioni pugliesi il viatico e il preannuncio del successo della destra nel governo dell’Italia. Il secondo considera la vittoria di Raffaele Fitto, candidato locale di centrodestra, come il catastrofico arrivo di un’onda lunga sovranista in grado di soffocare il respiro internazionale e mediterraneo della Puglia. Si sceglier, pi concretamente, il candidato che allo stato considerato pi affidabile nella gestione della macchina pugliese.

Dove collocare allora l’aspetto politico, visto che, come detto, nelle Regionali conta anche la politica? Lo si vedr nel risultato delle liste: quelle s potranno essere un’indicazione sull’umore dell’elettorato pugliese. Si vedr se il ciclo quindicennale del centrosinistra si concluso o ha ancora qualcosa da dire. E si valuter quanto robusto sia il vento di centrodestra di cui si dice. Dopo le urne, inoltre, si legger il consenso di cui godono i 5 Stelle. Sono sempre penalizzati alle Amministrative. Dopo il loro debutto in consiglio regionale, 5 anni fa, e l’exploit alle Politiche del 2018, si riuscir a misurare il consenso di cui godono in Puglia.

Servir a comprendere il radicamento sul territorio, l’effetto sull’elettorato di 5 anni di opposizione in Regione e il rifiuto di allearsi con il governatore uscente Michele Emiliano. Il quale ha goduto negli ultimi giorni delle dichiarazioni di voto di una parte della sinistra barese, anche quella che gli stata fieramente ostile nei primi anni del suo mandato e ora si convinta a baciare il rospo pur di scongiurare la prevalenza della destra sovranista. Sar interessante misurarne gli effetti, visto che l’elettorato mobile e il voto di militanza non esiste pi. Nel giugno dell’anno scorso, la gran parte degli elettori di Bari ha votato per il centrodestra alle Europee e, nello stesso momento, ha rinnovato la fiducia al sindaco pd Antonio Decaro.

L’ultima domanda, o forse la prima, sar sull’affluenza alle urne. Si preannuncia bassa, con un elettorato impaurito dal covid, attratto dal mare settembrino e, purtroppo, sempre pi distante dalla vita pubblica. Schiere di elettori che non si occupano di politica, anche se la politica si occupa di loro.

20 settembre 2020 | 01:39

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