Vasco Rossi e Giuliano Ferrara, la santa alleanza sulle mascherine


L’uno eleva l’altro a sommo e divagante eroe della vita che scansa pericoli, le esagerazioni e la maleducazione, oltre a segnalarlo a Mattarella perch lo nomini Cavaliere di Gran Croce o forse anche Cavaliere del lavoro. L’altro ricambia con un video in cui ringrazia l’uno, segnalandogli che mi fa piacere che siamo sulla stessa lunghezza d’onda in questo periodo.

L’uno e l’altro sono una coppia cos assortita che soltanto il dibattito sulla libert ai tempi di una pandemia poteva mettere assieme, anche se distanziati. L’uno Giuliano Ferrara, l’altro Vasco Rossi.

Strano ma vero, finiscono per trovarsi dalla stessa parte dalla barricata proprio nei giorni in cui il fondatore del Foglio, sostenitore del s al referendum, aveva provocatoriamente infilato nello stesso albero genealogico la battaglia antipartitocratica dei Radicali di Marco Pannella, da sempre l’unica casa politica del rocker di Zocca, e l’antipolitica del duo Crimi-Di Maio.

A far guadagnare a Vasco un posto nel personalissimo pantheon di Ferrara — c’ anche una bozza di epigrafe: A Blasco che da mistagogo della religione della giovent si fa pedagogo e maestro di vita adulta — stata la battaglia sull’uso delle mascherine che il Komandante (si faceva chiamare cos da prima di Salvini, con la k per) sta portando avanti anche a dispetto di chi gli rinfaccia una senilit decisamente meno spericolata di quella vita che canta e decanta da quasi quarant’anni.

Quando legge mistagogo, Vasco avverte i fan dei suoi social che ci vuole il vocabolario ma ne vale la pena, s. Magari avr sorvolato sulla riga in cui Ferrara lo associa a un bevitore di Lambrusco al Roxy Bar. Non per il Roxy Bar, ma per il Lambrusco. Quello era Ligabue, nelle canzoni di Vasco ci sono whisky e bollicine. Lambrusco mai.

20 settembre 2020 (modifica il 20 settembre 2020 | 07:09)

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